Le sorelle Macaluso e il rumore dei morti

«Il lutto è la narrazione della morte che facciamo a noi stessi, scegliendo i toni e i ritmi con cui giustificare l’impensabile: l’esistenza che si esaurisce».

Tenet: ai confini del MacGuffin

«Ogni figura narrativa, in Tenet, assomiglia a un guscio vuoto ripieno di aria impalpabile, una busta da lettere con dentro 40mila dollari. Insomma, un oggetto che potrebbe essere tutto, perché è nulla».

Quanto dobbiamo a I Bellissimi di Rete 4

«L’aura di segretezza, l’esperienza della visione, l’appropriazione di una trama e l’accumulo di svariate inquadrature sono i primi assaggi di una delle più dolci e innocue delle dipendenze: la cinefilia».

Serious Devs: il caos allo specchio

«Che poi è questo, il punto.
Provare a trattare una questione ad alta complessità in modo organico. Sezionare il problema in più parti, connetterle tra loro, rendere il discorso un discorso fluido».

Questo non è un riassunto di Dark

«In Dark c’è una buona dose di sdegno, di quello sdegno coraggioso che nasce dalla profonda consapevolezza d’identità. Dice chiaramente di essere così com’è e che non cambierà».

Da 5 Bloods – La guerra infinita

«Distruggendo completamente l’utopia di una perfetta coincidenza tra visibile e dicibile, il cinema del dissenso fonda lo spazio di un confronto nuovo, riuscendo a schierarsi anche contro i “buoni propositi e le giuste cause”».

Killing Eve: I’m not a very nice lady

«In Killing Eve nuotiamo a vista in acque inesplorate, perché le nostre eroine non sono né maddalene né madonne e non cercano perdono né grazia. Non vogliono essere buone o cattive, ma conoscere il bene e il male in sé e fuori da sé».