
L’amore nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
«Attraverso Tamara, Mannelli indaga gli effetti delle rappresentazioni della TV commerciale, che in parte restituiscono la verità, seppur aumentata, dei meccanismi umani comuni e in parte influenzano quegli stessi meccanismi in chi li guarda».

Crapalachia. Biografia di una famiglia e del tempo che l’ha divorata
«Possiamo rispondere alla domanda “di cosa parli questo libro?”. Parla degli Appalachi e del West Virginia? Non proprio. Parla della famiglia di Scott McClanahan? In larga parte sì. Parla del tempo che trascorre e non si ferma mai, di quel tempo che trascina tutte le nostre vite e ci fa finire “sepolti lì”? Forse sì».

Annegare nella parola “mare”
«Ogni comunicazione umana, anche all’interno della stessa lingua, anche non mediata dalla parola, anche fra chi si ama profondamente, richiede una traduzione, e credo che questo libro racconti diversi modi di farci i conti».

Battere l’avversario sul campus
«Cohen sente di dover lottare con la generazione precedente di scrittori ebrei – senza soccombere del tutto, se possibile. Dunque cosa fa? Li traveste con i panni della famiglia ebrea più controversa degli ultimi decenni».

A bordo c’era Dio, l’albero di trinchetto e io
«Fra passeggiate notturne, scorribande alcoliche, vecchi amici redivivi e serie tv di culto, i Romano cercano di far fronte all’assenza, agli equilibri sfaldati e alle memorie frammentate e dolenti».

Una breve e lisergica visita
«L’arrivo dei Cilestrini, questo “cavallo di Troia” non è altro che l’incontro con l’inaspettato, un evento inatteso che scombina l’ordine meticolosamente costruito dall’umanità, rimescolando le carte e imponendo vie alternative».

La genealogia orfana e meticcia di Gabriela Wiener
«”Sanguemisto” è un piccolo manuale autobiografico di decolonialità, che porta alla luce questioni capaci di accompagnare la lettrice o il lettore europei in riflessioni sulla propria posizione, sul proprio modo di concepire identità, saperi, relazioni».

Dodici case, dodici storie
«Ciò che accomuna le storie di Shruti Swamy è la difficoltà di affrontare i momenti cruciali, quei bivi che possono condurre a morte o a una nuova rinascita».

L’emancipazione come chimera: Corpomatto di Cristina Venneri
«Per Marta l’unica alternativa possibile per far accadere finalmente la vita è quella di prendersi carico dei frammenti rotti e provare a ricomporli, diventando il collante di un cuore familiare che ha ancora a disposizione qualche battito».

Rivoluzionare immaginari: l’esordio immorale di Sheena Patel
«Con una scrittura corrosiva, ossessiva, chirurgica, Patel mette insieme tutti gli elementi fondanti del nostro mondo, dai social al consumismo, dalla co-dipendenza al ghosting, dal potere dei soldi a quello, ancor più insidioso, dell’apparenza».









