L’altro bambino: una fiaba spietata per ricordarci chi siamo

«Le ultime pagine del romanzo sono un dialogo ininterrotto, un brusio febbrile in un vortice di voci bambinesche, pellicce, denti e artigli che si contrappone a una scrittura fino a quel momento controllatissima, piena di metafore visionarie e freddure inaspettate».

C’è sempre stata la Lotteria

«Nello sconcerto dei lettori del New Yorker, nella loro morbosa curiosità, forse si può ravvisare un’immedesimazione nelle parole dell’autrice, la scoperta di qualcosa lasciato sopito o nascosto nel giardino buio. Rileggere questo racconto, rivisitarlo attraverso tutti i media possibili, vuol dire cercare un significato per il ruolo di Tessie, tentare di pacificarsi con la violenza perpetrata».

Tra il fulmine e il sole, le tempeste misteriche di Matteo Trevisani​

«Libro del Sole è il racconto di un’inchiesta amorosa, in cui la narrazione in prima persona di Eva apre a chi legge uno spiraglio sui suoi tentativi di ricongiungersi con Andrea. Quest’inseguimento, per un autore come Trevisani, può passare soltanto attraverso una richiesta che è insieme una supplica: “Insegnami”».

Casa di Foglie: l’anarchitettura dell’incubo​

«La casa di Ash Tree Lane può funzionare come una gigantesca vasca di deprivazione sensoriale, in grado di rimuoverti dal mondo esterno. Questo potrebbe provocare un leggero senso di nausea, una perdita di equilibrio, come dopo un girotondo troppo lungo».

Le viscere di Ligotti

«Se nella letteratura gotica il male era rappresentato da figure nate nel folclore e nelle mitologie dei popoli come vampiri, ghul e fantasmi, e se in Lovecraft veniva invece costruito tramite un pantheon di creature grottesche ma ben definite, in Ligotti questa certezza di forma non l’abbiamo mai. Il male di Ligotti è meno esplicito, è discreto, striscia e si insinua nelle vite dei malcapitati».