Mi farò nido per te: La figlia unica

«La figlia unica non è solo la narrazione di tante, diverse maternità: quella desiderata, quella rifiutata e poi accolta, quella non biologica ma radicata e intensa. È anche una storia sul libero arbitrio, sulle decisioni prese nonostante pareri contrari o tradizioni ataviche».

Il mare è rotondo: non il solito romanzo balcanico

«Dalla penna originale di Elvis Malaj viene fuori un romanzo breve da leggere tutto d’un fiato, senza farsi troppe domande, in cui la vita di un gruppo di “idioti qualunque” diventa letteratura».

Unboxing di Steve Jobs non abita più qui

«Masneri è uno di quegli scrittori a cui non interessa far emergere i cosiddetti “tratti umani” dei suoi personaggi: piuttosto ne esplora aspirazioni e desideri, e le condizioni in cui si ritrovano a vivere, che ovviamente non sono quasi mai alla loro altezza».

Gli spigoli dell’ultra-irrealismo: Pechino pieghevole

«Quella di Hao Jingfang è una raccolta variamente assemblata e composita, come la città che descrive. È un complesso stratificato, che spazia attraverso i vari volti della narrativa di genere, tuffandocisi a piene mani e contaminandoli».

Il segno ruvido della solitudine: Adrian Tomine e il fascino del miserabile

«A Tomine, più che “fare luce” su una situazione, interessa navigare nelle acque del buio, addentrarsi nell’inconscio di uomini (e donne) in lotta con il proprio passato, con le proprie ansie e preoccupazioni, e che si credono anticonformisti ma alla prova dei fatti si mischiano tra la folla per non farsi riconoscere».