Tenerezza spietata: Brevemente risplendiamo sulla terra di Ocean Vuong

«Vuong affida la narrazione alla sinestesia, al cromatismo, alla musicalità, a un ritmo che varia come le stanze di un componimento. Sembra quasi che la vita di Little Dog proceda a lampi. Della poesia Brevemente risplendiamo sulla terra ha l’intensità, le immagini fulminee, l’incedere frammentato che non rinuncia all’armonia e che anzi proprio nelle spaccature sembra intensificarla».

Topeka School: fuck the continuity

«Topeka School è un romanzo che cerca il cortocircuito linguistico, narrativo e temporale, e lo trova. Abbattere la continuità non è solo una scelta letteraria, espressione in forma scritta di un non sequitur logico, ma significa rappresentare una realtà che è essa stessa un non sequitur».

Necropolis: il vivo, il morto e la macchina

«La morte, per Tedoldi, rende i dannati pienamente coscienti di sé, portatori di una conoscenza assoluta. Il più stupido degli uomini da morto diventa il più saggio tra i vivi».

Rimettere i fili dentro il quadrato – Sul lato selvaggio di Tiffany McDaniel

«Ancora una volta Tiffany McDaniel esplora un tema a lei caro, quello della dualità e degli opposti: in questo caso ci sono il lato selvaggio e il lato bello, la separazione tra gli emarginati dalla società perbene e quella classe privilegiata che abita in case dagli esterni immacolati ma dalle stanze macchiate dai segreti più sordidi».

Dieci

«A un livello di interpretazione letteraria e non fideistica, la bellezza di un tale atteggiamento giace su una passionalità che non ha nulla a che vedere con la coerenza; Dio non è buono o cattivo, è passionale, nel bene e nel male, e, così facendo, si riflette nella naturale incoerenza umana».

Città sommersa

«Il senso si intravede solo per un attimo, perché la verità è sommersa, come la città che dà il nome al titolo, la favolosa Kitež, a nord del Volga, che si inabissò nel lago per sfuggire ai tartari venuti a conquistarla».

I Topi del Cimitero

«L’orrore di De’ Medici è la stessa natura umana, debole, viziosa, perennemente insoddisfatta e annoiata: niente di più del perfetto ritratto dell’uomo decadente».

Notturno di Gibilterra, o del sabotaggio

«Quello di Gennaro Serio è soprattutto un romanzo beffardo, di vendetta. La rappresaglia a cui assistiamo non è però quella che pensiamo di vedere, quella che, forse, si scioglie a poco a poco mentre le parole scorrono. Protagonista è la vendetta della letteratura contro i suoi stessi personaggi e contro lo scrittore sicuro di poterla controllare».

Il dono oscuro – Considera il buio ​

«È difficile per i vedenti comprendere cosa voglia dire buio totale. Possiamo provare a chiudere gli occhi, certo. Potete tentare anche voi ora, come ho fatto io svariate volte leggendo il libro. Allo stesso tempo, però, come me, potreste accorgervi di quanto questo lavoro sia inutile».