
L’amore dannato e i detective “selvaggi”
«Non c’è un lieto fine, ma ancora meglio: non c’è una vera fine. L’incontro tra due persone che scoprono di amarsi continua all’infinito dopo l’episodio raccontato e forse esisteva già prima che lo si raccontasse. È questa la grandissima qualità di “Decision to Leave”, continuare a esistere, in un verso o nell’altro».

Tra birre scure, amicizia e crudeltà
«In “The banshee of Inisherin” c’è un invito a non trascurare i rapporti, ma anche a evitare che il desiderio di ricomposizione di una persona distorca la relazione stessa. È un rimedio contro il rischio di sentirsi soli e incompresi».

Balliamo ancora un po’?
Nel cinema si balla molto spesso: a Parigi si consumava un ultimo tango, Judy Garland alla Città di Smeraldo ci arrivava a suon di quadriglia, Fred e Ginger danzavano sempre come se non si sarebbero mai più rivisti. L’ultima ballata di Charlotte Wells sembrerebbe un testamento d’amore nei confronti di un padre con cui una…

Triangle of Sadness, passata la sbornia
In Triangle of Sadness Carl (Harris Dickinson) e Yaya (Charlbi Dean) sono due modelli, due influencer, stanno insieme per «i followers», lo dice lei, e sono in vacanza su uno yacht lussuosissimo per sponsorizzare la crociera su Instagram; tutto ciò prima del naufragio, dell’arrembaggio pirata, del matriarcato, della sbornia di Woody Harrelson – il capitano…

Se l’infanzia non è un animale in via d’estinzione
«Il regista tenta di utilizzare la variabile geografica come fondamento di un processo di romanticizazzione dell’infanzia. Ma quest’ultima risulta strumentalizzata, “oracolizzata”, idilliaca; gli adulti osservano i bambini come fossero animali in via di estinzione».

La mossa kansas city di una commedia di shcopare
«Negli ultimi anni, la narrativa anglo-americana sembra impegnata a venire a patti con due grandi verità: che il privilegio è insidioso e difficilmente riconoscibile da chi ne è rivestito, e che la vendetta alla fine non porta nulla di buono. Pam & Tommy in questo non fa eccezione».

(La) Fedeltà (non) è una cosa seria
«La fedeltà è una via d’accesso alla nostra identità? Manco per idea. Nel romanzo era uno strumento (spia) sociologico, gerarchico; nella serie è metro teologico, quindi identitario. Un’occasione persa».

Il béton brut e la tragedia a misura d’uomo
«La drammaticità di “America Latina” rimane sempre rinchiusa nella ristrettezza di un ambiente individuale. Il protagonista non indugia però in momenti riflessivi, perché la sua psicologia è tutta tesa verso l’esterno, in un’escalation progressiva e mortifera, creatrice di doppi e illusioni capaci di velare la visione e il pensiero della morte».

Autopsia di un disastro
«Dietro a “Diabolik” si intravede un’idea che forse sulla carta avrebbe potuto funzionare, ma la cui resa cinematografica non poteva che essere fallimentare. Perché, quindi, farlo così?»

Vivere di storie e stile: il giornalismo secondo Wes Anderson
«Lo stile è uno strumento che serve per restituire al mondo un oggetto estetico all’altezza del tempo rubato al lettore. Ed è la poetica del cinema di Anderson, dopotutto».









