logo marvin

Vuoi collaborare anche tu con articoli su letteratura, cinema, musica e metamorfosi decapodiche?
Invia la tua proposta a info@marvinrivista.it

Romanzo con cocaina, o dell’impatto

«Se moltiplichiamo la massa del corpo chiamata Vadim Maslennikov per la velocità all’istante dell’impatto, intensificata dalla cocaina, a un tempo di decelerazione brevissimo, ne risulta una forza d’impatto devastante».

Tempi eccitanti: la grammatica dei sentimenti secondo Naoise Dolan

«Tempi eccitanti è una riflessione non scontata sulla natura contraddittoria dell’amore e sui rapporti di potere che inevitabilmente condizionano le nostre relazioni sociali».

Una discesa nell’abisso di Roma

«La città dei vivi è una miscellanea di generi, tra cui il giallo, l’articolo di giornale, l’intervista e la biografia, fusi in un romanzo ibrido che avrebbe tutti i crismi per diventare un caso editoriale».

Ethel ed Ernest, che abitarono un fumetto secondo Raymond

«Scopo dell’autore diventa dare voce ai ricordi, pianificando ogni tavola come fosse la mappa catastale della dimora, suddivisa in “piani” proprio come fanno le vignette sulla carta stampata».

La memoria come antidoto al silenzio

«Con una scrittura godibilissima, sperimentale e poetica, così densa da divenire trama stessa, l’autrice delinea nel libro la propria dolorosa esperienza autobiografica, attraverso un gioco di luci e ombre che rende il racconto tridimensionale».
kadaver

Il teatro come macelleria di sentimenti​

«Quel teatro diffuso e vivificato è già metafora della nostra società: consumare storie, che siano di finzione o prese dalle vite degli altri, è ormai un bisogno primario tanto quanto assumere alimenti».
la casa sul lago

Le mele e il loro albero

«La scrittura di Poissant cattura, come una cinepresa, visuali dall’alto e primi piani, rumori di rane e di cicale. Sembra parte degli elementi, come osservasse tutto da una foglia, da un ramo, dall’increspatura dell’acqua del lago».

Il gusto di una delusione

«Una conversazione per Sansot è, prevedibilmente, una pratica senza finalità o agonismo, premurosa e affabile, guidata dal piacere, che ha l’effetto di legare armoniosamente i suoi partecipanti».

L’irrequietezza degli irraccontabili

«I racconti di Lemebel sono legati a lui quanto lo sono alla sua comunità: sono racconti politici anche se di politica non se ne sente, per fortuna, la puzza».
The Haunting of Bly Manor

The Haunting of Bly Manor: quale infestazione?

«Quando l’essere umano non riesce ad accettare una sofferenza atroce, elaborandola e lasciandola fluire via, non gli resta che compiere un’opera di attribuzione, scaricando il rimosso sull’abitazione e affidando alle mura il demone del dolore».

Di Lacci e altri rimedi

«Questa è una storia di disagio e dolore, di fallimenti e rincorse. Di vita. Dei tentativi di comprendere cosa possa legare piedi e mani in amore, senza considerare mai che i lacci potremmo essere proprio noi».

The Boys 2: riusciranno i nostri antieroi a sconfiggere l’Alt-Right?

«Pensare di parlare di meme in una serie tv è un discorso centrale, perché in realtà si sta parlando di un incitamento all’odio ben più pericoloso di fulmini che escono dalle mani, o di qualsiasi altro superpotere».

Il poeta è morto, il poeta canta

«Travestirsi da montagna, assumerne la voce, è operazione necessaria per chi si rende conto che tutto si sgretola, sempre, e che tutto si sta sgretolando anche ora, e domani forse più velocemente».
sorelle macaluso

Le sorelle Macaluso e il rumore dei morti

«Il lutto è la narrazione della morte che facciamo a noi stessi, scegliendo i toni e i ritmi con cui giustificare l’impensabile: l’esistenza che si esaurisce».

Lot di Bryan Washington, o la catastrofe pendente sulla periferia

«Lot è la linea che passa tra la città-dio, visibile e intangibile, e i suburbi oltre il centro cittadino, lottizzati e segmentati secondo una logica urbanistica che pare quasi ispirarsi a una “separazione delle razze”».
la figlia unica copertina

Mi farò nido per te: La figlia unica

«La figlia unica non è solo la narrazione di tante, diverse maternità: quella desiderata, quella rifiutata e poi accolta. È anche una storia sulle decisioni prese nonostante pareri contrari o tradizioni ataviche».

Il mare è rotondo: non il solito romanzo balcanico

«Dalla penna originale di Elvis Malaj viene fuori un romanzo breve da leggere tutto d’un fiato, senza farsi troppe domande, in cui la vita di un gruppo di "idioti qualunque" diventa letteratura».

Unboxing di Steve Jobs non abita più qui

«Masneri è uno di quegli scrittori a cui non interessa far emergere i cosiddetti “tratti umani” dei suoi personaggi: piuttosto ne esplora aspirazioni e desideri, e le condizioni in cui si ritrovano a vivere, che ovviamente non sono quasi mai alla loro altezza».

Tenet: ai confini del MacGuffin

«Ogni figura narrativa, in Tenet, assomiglia a un guscio vuoto ripieno di aria impalpabile, una busta da lettere con dentro 40mila dollari. Insomma, un oggetto che potrebbe essere tutto, perché è nulla».
zadie smith copertina

La primavera che ha cambiato il mondo

«La raccolta di Zadie Smith rivela l’esigenza di comprendere il privilegio che ci circonda, di assumere consapevolezza della poca capacità di contrastarlo quando spetta a noi subirlo, e ancor meno quando siamo noi a detenerlo».

Gli spigoli dell’ultra-irrealismo: Pechino pieghevole

«Quella di Hao Jingfang è una raccolta variamente assemblata e composita, come la città che descrive. È un complesso stratificato, che spazia attraverso i vari volti della narrativa di genere, tuffandocisi a piene mani e contaminandoli».

Il segno ruvido della solitudine: Tomine e il fascino del miserabile

«A Tomine, più che “fare luce” su una situazione, interessa navigare nelle acque del buio, addentrarsi nell’inconscio di uomini (e donne) in lotta con il proprio passato».
i bellissimi di rete 4

Quanto dobbiamo a I Bellissimi di Rete 4

«L’aura di segretezza, l’esperienza della visione, l’appropriazione di una trama e l’accumulo di svariate inquadrature sono i primi assaggi di una delle più dolci e innocue delle dipendenze: la cinefilia».

L’uomo senza Dio sogghigna, se parla col Diavolo

«Il Diavolo, si sa, è un persuasivo oratore, nonché un abile mutaforma, ed è certo ritenere che la sua principale missione sia pervertire a proprio piacimento il Lògos da cui ogni cosa è stata creata. O forse no?»

Serious Devs: il caos allo specchio

«Che poi è questo, il punto. Provare a trattare una questione ad alta complessità in modo organico. Sezionare il problema in più parti, connetterle tra loro, rendere il discorso un discorso fluido».

Il debito della Storia nei confronti del femminile

«La spia che amava riporta alla luce una figura finora sconosciuta, disegnando fra le righe il ritratto intimo e personale di una donna a cui è stato impedito di diventare un’icona».

Una storia contorta: “L’uomo del censimento” di China Miéville

«Quello confezionato da China Miéville è un libro che smuove la ragione del lettore, lasciato solo, senza punti di riferimento e obbligato a crearsi una strada che, molto probabilmente, non sarà quella giusta».

Questo non è un riassunto di Dark

«In Dark c’è una buona dose di sdegno, di quello sdegno coraggioso che nasce dalla profonda consapevolezza d’identità. Dice chiaramente di essere così com’è e che non cambierà».

Una memoria che impedisce il riposo. Gli anni invisibili di Hasbún

«Gli anni invisibili sfuggono al contemporaneo. Si può sperare di ricostruire ciò che è stato, senza però prescindere dall’interrogarsi sulle domande che spunteranno a ogni dettaglio non univoco».
essere senza casa

Di case e cose strane. Intervista a Gianluca Didino

«Questa "casa" è una narrazione! Costruisce la nostra realtà. Gli anni ’70 forse non avevano prospettive che si sono rivelate reali, si diceva che tutto sarebbe andato bene mentre a noi, che viviamo in quel futuro, sembra di essere alle soglie di un’apocalisse».

Mal di casa, la nostalgia del grande vuoto incompiuto

«In fondo, Mal di casa ci insegna proprio questo: essere homesick non significa soffrire di una privazione materiale, ma vuol dire essere alla ricerca di un posto dove essere al sicuro e per cui, soprattutto, valga la pena vivere e lavorare».

Gusci da schiudere col bisturi: L’uovo di Barbablù di Atwood

«Le storie de L’uovo di Barbablù sono come diorami, miniature cesellate – quei giardini di sale che battezzano il nono racconto – in cui ogni storia è un micromondo caricato a orologeria e pronto alla detonazione».
dino battaglia

Fra borghesia e horror vacui: Maupassant rivisto da Dino Battaglia

«Nella logica di Battaglia il bianco ha un valore doppiamente simbolico: da un lato, mette in discussione i valori borghesi che i due personaggi stanno tradendo, mentre dall’altro li circoscrive, si accerta che siano loro i veri protagonisti della scena».
rick e morty marvin

Rick and Morty stagione 4: un disco rotto che nessuno vuole cambiare

«La quarta stagione è il frutto del seme piantato nella terza. Sembra che gli autori sentano il bisogno fisiologico di dare sfogo alle loro idee più bizzarre lasciate chiuse in un cassetto, come se prima qualcosa glielo avesse impedito».

Custode dell’isola, custode della memoria: Le isole di Norman

«Le isole di Norman narra della memoria, ma anche del bisogno di andare avanti, della necessità di staccarsi dalla propria isola, della paura di farlo; narra di affetto filiale ma anche di genitori anomali; narra soprattutto di acqua, di rocce, di segni sulla pelle».

Di lapilli, manoscritti e trivelle. Un canto di risveglio

«La scrittura rispecchia il caos del rinnovamento, la febbre del trapasso dei tempi antichi nei nuovi; il registro vi si adegua e sotto uno strato fresco, di campo, si aprono a chiazze i colori del mondo che muore».

Da 5 Bloods – La guerra infinita

«Distruggendo completamente l’utopia di una perfetta coincidenza tra visibile e dicibile, il cinema del dissenso fonda lo spazio di un confronto nuovo, riuscendo a schierarsi anche contro i “buoni propositi e le giuste cause”».
little fires everywhere

Little Fires Everywhere, l’imprevedibilità della fiamma

«La sceneggiatura non condanna e non giudica; la regia indaga le venature che intercorrono tra bene e male, tra giusto e sbagliato e, alla fine, tutti hanno ragione perché tutti, contemporaneamente, hanno torto».

(Almarina) di Valeria Parrella

«Valeria Parrella esplora l’impatto trasformativo della perdita e i modi imprevedibili in cui ci si risolleva dal dolore, passa per il lutto, per le difficoltà dell’adozione, e condensa tutto questo in poco più di cento pagine».

Cercare le parole per appartenere al mondo: Breve storia del mio silenzio

«Breve storia del mio silenzio ha un lessico poetico e intimo, fatto di odori, di suoni. Un tipo di scrittura che ricorda i grandi romanzi italiani degli anni sessanta, quelli nei quali il mondo piccolo si faceva protagonista di eventi maestosi».

Essere nudi quando la parola trema

«L’eteronormatività sociale definisce i caratteri dell’uomo e della donna. Se sei maschio e gay, nessuno ti ha mai insegnato a dire chi ti piace e questa è stata la tua condanna, soprattutto quando giocavi a cercare l’amore».

Giovanissimi: la scuola dell’assenza

«Per Marocco affacciarsi alla vita vuol dire provare, riconoscere i propri spazi ma anche i propri limiti, decidere di capire cos’è l’amore. Scegliere di vivere, anche se iniziare a vivere è anche iniziare a morire».
space force

Space Force: come ti conquisto lo Spazio con un gruppo di imbranati

«C’è molto di più di The Office o Parks and Recreation in Space Force che non viceversa; è semplicemente un prodotto più inquadrato nella grande produzione comica americana».
killing eve marvin

Killing Eve: I’m not a very nice lady

«In Killing Eve nuotiamo a vista in acque inesplorate, perché le nostre eroine non sono né maddalene né madonne e non cercano perdono né grazia. Non vogliono essere buone o cattive, ma conoscere il bene e il male in sé e fuori da sé».

Normal People: “soltanto” una storia d’amore

«Questa faccenda che il tempo interiore non coincida con quello della vita ci sta stretta, è innegabile: non fa che ricordarci quanto siamo umani. Ancor più se consideriamo che questa non-coincidenza si verifica soprattutto nel caso di una storia d’amore».

Il colibrì: il fascino dell’emmenalgia

«Il colibrì è la ricostruzione di una vita intera, ma il nucleo del libro è costruito attorno a un’idea semplice: c’è molto più coraggio nel restar fermi che nel cambiare».

The Vast of Night: fantascienza vintage

«Molto di quello che c’è da dire su quest’opera prima, in senso positivo e negativo, è che, al di là delle ingegnose soluzioni tecniche, The Vast of Night sembra davvero un bel film tv d’epoca, con tutta l’asciuttezza e l’equilibrio che li contraddistinguono».

The Eddy e la grammatica universale della musica

«Senza rispettare i canoni della narrazione seriale, lo show si prende i suoi spazi e dà libero sfogo ai ritmi della vita. C'è davvero poca gloria in The Eddy, così prodigo di difficoltà e ostacoli, così verosimile nel mostrarci i retroscena di ogni velleità artistica».
copertina_padleton

Da Adventure Time a The Midnight Gospel: la magia di Pendleton Ward

«Pendleton Ward riesce a fare ciò che aveva iniziato con Adventure Time: abbattere i classici stilemi narrativi, le unità di luogo e di tempo, per rendere l’idea che gli argomenti trattati siano di valenza universale, distaccati da qualsiasi legge umana».

Favolacce per un sonno tranquillo

«Per certi versi il cinema è l’arte dell’identificazione, una macchina creatrice di immagini che inducono a porre questioni trasversali, che vadano oltre alla pura e semplice godibilità di un testo visivo: ebbene, Favolacce non ne è un esempio».

Tenerezza spietata: Brevemente risplendiamo sulla terra

«Vuong affida la narrazione alla sinestesia, al cromatismo, alla musicalità, a un ritmo che varia come le stanze di un componimento. Sembra quasi che la vita di Little Dog proceda a lampi».
copertina_articoli_mischia

Ai tempi del terrorismo nel paese dal nome di fiaba

«In questa mischia ci finiscono tutti e tutti sono quasi finiti: borghesi, terroristi, spacciatori, pazienti psichiatrici accettano la vita per come viene, annullando l’istinto a cambiare finché qualcosa non giunga dall’esterno della propria volontà».
Topeka School: fuck the continuity

Topeka School: fuck the continuity

«Abbattere la continuità non è solo una scelta letteraria, espressione in forma scritta di un non sequitur logico, ma significa rappresentare una realtà che è essa stessa un non sequitur».
High Maintenance

High Maintenance e il potere analgesico di una serie tv

«Le visioni oniriche e lisergiche nei titoli di coda sono la chiusa perfetta di 30 minuti in cui i movimenti della camera e il passaggio da un protagonista all’altro hanno il rumore dell’esplosione di una bolla di sapone».
tales from the loop

Tales from the Loop, elogio alla lentezza

«Dovremmo rivendicare più spesso il lusso della lentezza in cui abita la riflessione. In fondo, è proprio questo il campo magnetico dell’intera serie TV: il tempo e l’azione che esso esercita sull’uomo, come un loop che ripete se stesso fino a un cambiamento».

Necropolis: il vivo, il morto e la macchina

«La morte, per Tedoldi, rende i dannati pienamente coscienti di sé, portatori di una conoscenza assoluta. Il più stupido degli uomini da morto diventa il più saggio tra i vivi».
Sul lato selvaggio

Rimettere i fili dentro il quadrato

«Tiffany McDaniel esplora un tema a lei caro, quello della dualità e degli opposti: in questo caso ci sono la separazione tra gli emarginati e quella classe privilegiata che abita in case dagli esterni immacolati ma dalle stanze macchiate dai segreti più sordidi».

Dieci

«Dio non è buono o cattivo, è passionale, nel bene e nel male, e, così facendo, si riflette nella naturale incoerenza umana».
unhortodox marvin

Unorthodox: perché tutti stanno guardando questo gioiello Netflix

«Unorthodox è una serie che paradossalmente c’entra poco con l’inumanità di una minoranza ebraica. Unorthodox è l’occasione per guardarci allo specchio e chiederci quanto ci sia di “ultraortodosso” in ognuno di noi».

L’adolescenza in chiave pulp

«I paesaggi e i protagonisti creano un universo distopico e non convenzionale rispetto alla Gran Bretagna che conosciamo: un luogo ai margini della società dove i grandi, cinici, violenti, a volte mostri, rappresentano l’ostacolo».
città sommersa

Città sommersa

«Il senso si intravede solo per un attimo, perché la verità è sommersa, come la città che dà il nome al titolo, la favolosa Kitež, a nord del Volga, che si inabissò nel lago per sfuggire ai tartari venuti a conquistarla».
Il buco Marvin

Il buco: l’isola verticale

«Il messaggio che arriva nei primi venti minuti è quello che ci aspettiamo: se ognuno ingurgitasse quanto basta per la sopravvivenza il cibo sarebbe sufficiente per tutti. La questione è: cosa ci sta dopo?»
brooklyn 99 marvin

Elogio a Brooklyn Nine-Nine

«Sono entrata nel Novantanovesimo distretto anni fa, in un periodo grigio. Ci ho messo un po’ per ambientarmi, ma avevo bisogno di reimparare a ridere, e Brooklyn Nine-Nine mi ha ricordato come farlo».
i topi del cimitero

I Topi del Cimitero

«L’orrore di De’ Medici è la stessa natura umana, debole, viziosa, perennemente insoddisfatta e annoiata: niente di più del perfetto ritratto dell’uomo decadente».
notturno di gibilterra

Notturno di Gibilterra, o del sabotaggio

«Quello di Gennaro Serio è un romanzo di vendetta. La rappresaglia a cui assistiamo non è però quella che pensiamo di vedere. Protagonista è la vendetta della letteratura contro i suoi stessi personaggi e contro lo scrittore sicuro di poterla controllare».
il dono oscuro

Il dono oscuro – Considera il buio ​

«È difficile per i vedenti comprendere cosa voglia dire buio totale. Possiamo provare a chiudere gli occhi, certo. Allo stesso tempo, però, come me, potreste accorgervi di quanto questo lavoro sia inutile».
l'altro bambino

L’altro bambino: una fiaba spietata per ricordarci chi siamo

«Le ultime pagine del romanzo sono un dialogo ininterrotto, un brusio febbrile in un vortice di voci bambinesche, pellicce, denti e artigli che si contrappone a una scrittura controllatissima, piena di metafore visionarie e freddure inaspettate».
idles band

IDLES: il punk nella gioia come atto di resistenza

«Se c’è una cosa che ha sempre distinto il punk è proprio questa violenza grezza che non chiede il permesso, diretta nel messaggio, che ti arriva come un pugno allo stomaco dallo stomaco del cantante. Gli Idles, inarrestabili, non mentono, come il punk».
La lotteria shirley jackson

C’è sempre stata la Lotteria

«Rileggere questo racconto, rivisitarlo attraverso tutti i media possibili, vuol dire cercare un significato per il ruolo di Tessie, tentare di pacificarsi con la violenza perpetrata».
Libro del sole

Tra il fulmine e il sole, le tempeste misteriche di Matteo Trevisani​

«Libro del Sole è un’inchiesta amorosa, in cui la narrazione di Eva apre uno spiraglio sui tentativi di ricongiungersi con Andrea. Quest’inseguimento può passare soltanto attraverso una richiesta che è insieme una supplica: “Insegnami”».
L'America allo Specchio

Watchmen – L’America allo Specchio

«Sul personaggio di Rorschach, e sulle similarità e differenze con Specchio, si gioca il senso della maschera. Entrambi i personaggi si servono infatti di essa con una doppia funzione: rivelare l'identità di chi si ha davanti e nascondere la propria».
Casa di foglie

Casa di Foglie: l’anarchitettura dell’incubo​

«La casa di Ash Tree Lane può funzionare come una gigantesca vasca di deprivazione sensoriale, in grado di rimuoverti dal mondo esterno. Questo potrebbe provocare un leggero senso di nausea, una perdita di equilibrio, come dopo un girotondo troppo lungo».
Dark Marvin

Dark, il paradosso è servito

«Sic mundus creatus est è il mantra che ci si abitua ad ascoltare, leggere e ripetere in progresso di tempo, «Così fu creato il mondo». In progresso di tempo? In verità no».
Ligotti Marvin

Le viscere di Ligotti

«Se nella letteratura gotica il male era rappresentato da orrende figure nate nel folclore e nelle mitologie come vampiri, ghul e fantasmi, il male di Ligotti è meno esplicito, è discreto, striscia e si insinua nelle vite dei malcapitati».

It e la doppia memoria

«Una cosa del tipo: hai letto il romanzo, ti sei guardato entrambi i capitoli, ora trovaci un senso e, se non riesci, lascia perdere».