{"id":3760,"date":"2020-11-11T18:28:24","date_gmt":"2020-11-11T18:28:24","guid":{"rendered":"http:\/\/marvinrivista.it\/?p=3760"},"modified":"2023-12-07T14:02:04","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:04","slug":"ethel-ed-ernest-briggs-che-abitarono-un-fumetto-secondo-raymond","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/marvinrivista.it\/index.php\/2020\/11\/11\/ethel-ed-ernest-briggs-che-abitarono-un-fumetto-secondo-raymond\/","title":{"rendered":"Ethel ed Ernest, che abitarono un fumetto secondo Raymond"},"content":{"rendered":"\n<p>Parlare di Raymond Briggs significa parlare di spazio e di come gli esseri umani lo abitano. Nei fumetti non \u00e8 raro che tempo e spazio seguano percorsi autonomi. La durata delle vignette cambia a seconda delle dimensioni: vignette molto ampie possono racchiudere progressioni di azioni, ma lo stesso risultato pu\u00f2 essere ottenuto accostandone tante pi\u00f9 piccole: veri e propri \u201cframe\u201d di una singola scena. Chi utilizza quest\u2019ultima tecnica presta un\u2019attenzione meticolosa al ritmo, e la lunghezza degli eventi dipende in genere dalla ripartizione dei riquadri nella pagina: pi\u00f9 ve ne saranno, pi\u00f9 tempo durer\u00e0 l\u2019azione. Viceversa, adoperare grandi vignette \u00e8 un modo per empatizzare col lettore, perch\u00e9 l\u2019estensione del campo visivo non implica solo ampiezza dello spazio, ma anche trasporto emotivo. Chi guarda viene reso protagonista della vicenda e gode di un punto di osservazione privilegiato rispetto ai personaggi che vi sono racchiusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Immedesimarsi, nei racconti di Briggs, \u00e8 fin troppo semplice. Figlio di Ethel ed Ernest Briggs, una governante e un lattaio, Raymond vanta un passato da illustratore e autore di libri per ragazzi, i cosiddetti <i>picture book<\/i>, dove le immagini a tutta pagina costituiscono il corpo della narrazione, e che di regola<a href=\"https:\/\/taralazar.com\/2009\/02\/22\/picture-book-construction-know-your-layout\/#:~:text=In%20a%2032%2Dpage%20picture,opened%20pages%20in%20a%20book).\"> non possono superare le 32 tavole di lunghezza<\/a> per via della fascia d\u2019et\u00e0 a cui sono destinati. I testi per bimbi in et\u00e0 prescolare, ad esempio, sono di 8 pagine, 16 quelli per i ragazzi del primo anno e cos\u00ec via, seguendo i multipli di 8. Queste restrizioni obbligano Briggs a sperimentare nuove soluzioni espositive. Negli anni Ottanta scopre un po\u2019 per caso i fumetti e, accorpando pi\u00f9 immagini nella stessa facciata, il problema \u00e8 risolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce cos\u00ec <i>Quando soffia il vento<\/i>, la storia di una dolcissima coppia di anziani che non si accorge della situazione storica in cui si trova: un\u2019Inghilterra devastata dalla guerra fredda e in preda al panico per la bomba atomica. \u00c8 un libro in cui Briggs ha modo di esplorare la dolcezza del rapporto tra un uomo e una donna, fedeli l\u2019uno all\u2019altra fino alla fine; quella dolcezza&nbsp; che ha caratterizzato la relazione dei genitori, qui omaggiati attraverso il cognome dei protagonisti: \u201cBloggs\u201d, storpiatura utile per giustificare la pretesa di finzione del racconto e l\u2019allontanamento dalle vicende biografiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uscita di <i>Ethel e Ernest<\/i> nel 1998 (recentemente pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard), \u00e8 la conferma del talento dell\u2019autore e della sua intenzione di chiudere definitivamente i conti col passato, per raccontare di nuovo, ma questa volta sul serio e senza libert\u00e0 narrative, la storia dei coniugi Briggs.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, se le due opere divergono nel contenuto (la prima storia di fantasia, la seconda fedele cronaca di un&#8217;unione), lo stesso non si pu\u00f2 dire della forma. Come per <i>Quando soffia il vento<\/i>, anche qui il teatro della vicenda \u00e8 una casa padronale e la costruzione della tavola ne ricalca i lineamenti: le vignette diventano finestre per guardare all\u2019interno dell\u2019edificio, i loro contorni sono muri e pareti, le nuvolette semplice tappezzeria o anche soffitti e pavimenti a seconda della posizione. Fatta eccezione per il prologo, dove Ethel conosce Ernest per caso, spolverando un infisso della casa presso cui presta servizio come governante, la storia si concentra sull\u2019abitazione che i Briggs occuperanno per oltre quarant\u2019anni, dal 1930 alla loro morte negli anni Settanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Se per la storia dei Bloggs, l\u2019autore faceva uso di tante piccole vignette accostate, concedendosi poche ma molto significative <a href=\"https:\/\/www.giornalepop.it\/estetica-della-splash-page\/\"><i>splash page<\/i><\/a>, parlando di sua madre e suo padre Briggs riconsidera l\u2019importanza della tavola intera e della ricerca di empatia a discapito della frammentazione del ritmo. Cruciale nell\u2019architettura del libro \u00e8 proprio <a href=\"https:\/\/www.fumettologica.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/ethel-ernest-raymond-briggs-01.jpeg\">una<\/a> di queste pagine immersive, che riprende la facciata della dimora per quattro volte, in quattro momenti diversi della storia della famiglia: da quando i genitori di Raymond la acquistano a quando, ormai sposato, il figlio la degner\u00e0 di un ultimo saluto al fianco della moglie. \u00c8 una tavola che nel suo incessante ripetersi ci dice molto sull\u2019evoluzione della casa (e quindi della storia), e che sottolinea passaggi temporali importanti oltre i quali si sa che nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. Si ripete, ad esempio, quando i Briggs contemplano gli esiti di un bombardamento o quando festeggiano in cortile la fine delle ostilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2009, con <i>Asterios Polyp<\/i>, anche David Mazzucchelli prender\u00e0 spunto da questa tecnica, adattandosi ai continui cambi di registro con una stretta aderenza alla prospettiva, disegnando per cinque volte <a href=\"https:\/\/www.wearch.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/3-VDM_Comics_Asterios.jpg\">lo stesso salotto<\/a> dal medesimo punto di vista. Cos\u00ec facendo, sia lui che Briggs riescono a dare una direzione precisa all\u2019empatia, rendendoci partecipi della costruzione dell\u2019opera restando per\u00f2 sempre <i>super partes<\/i>, senza giudicare nessuno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ethel-ernest-01.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ethel-ernest-01.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ethel-ernest-02.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/ethel-ernest-02.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Concentriamoci di nuovo su <i>Ethel e Ernest<\/i>. In questa coppia di tavole, pensate per essere pubblicate l\u2019una di fianco all\u2019altra, i futuri coniugi girano per le stanze vuote e le popolano con esclamazioni di stupore e progetti a lungo o a breve termine. Sono evidentemente affiatati, come ci suggerisce il dialogo nella striscia centrale di sinistra, ma non per questo non hanno differenze caratteriali. Se Ernest rimane colpito dalla grandezza della camera e dalla quantit\u00e0 di luce, in alto a sinistra, Ethel pensa al costo delle tende. E cos\u00ec nella pagina di destra: lo sguardo di Ernest si perde nel giardino, mentre Ethel vede metaforicamente molto pi\u00f9 in l\u00e0, addirittura riesce a scorgere un aereo minuscolo, isolato nell\u2019angolo. Il padre di Raymond \u00e8 e sar\u00e0 sempre un buontempone, attratto dalle cose pratiche e da ci\u00f2 che vede al momento con i suoi occhi. La madre invece \u00e8 un\u2019inguaribile idealista: rifiuta di vivere nella Storia e non si interessa di politica, anche se \u00e8 affascinata dalla belle \u00e9poque e dall\u2019immagine che si \u00e8 fatta della monarchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando leggiamo queste tavole abbiamo gi\u00e0 un\u2019idea chiara di quello che ci aspetta: la storia di una casa (e di chi la abita) dal punto di vista della casa stessa. Lo spaccato di vita famigliare in cui stiamo per calarci non riflette sui vari significati della famiglia in generale (cosa rappresenta, come funziona etc.), perch\u00e9, di nuovo, lo sguardo \u00e8 quello di un\u2019abitazione e come tale \u00e8 fisicamente oggettivo, si limita a riportare fatti e circostanze. Scopo dell\u2019autore diventa quindi dare voce ai ricordi, pianificando ogni tavola come fosse la mappa catastale della dimora, suddivisa in \u201cpiani\u201d proprio come fanno le vignette sulla carta stampata. La prima tavola ad esempio \u00e8 gi\u00e0 un\u2019architettura a s\u00e9 stante: i bordi del riquadro in alto abbracciano le pareti della camera matrimoniale, mentre nella striscia di mezzo campeggia un corrimano che conduce al \u201cpiano di sotto\u201d, a quella che presto sar\u00e0 la stanza di Raymond, volutamente pi\u00f9 piccola delle altre perch\u00e9 non \u00e8 ancora \u201cattiva\u201d. L\u2019ultima vignetta ci sbalza fuori, all\u2019aperto, ed \u00e8 quasi un\u2019immagine piatta, falsata, che Briggs rappresenta senza prospettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante anche la tavola di destra, dove i mattoni lucidi della facciata rivestono gran parte della superficie visiva in alto. Qui, come nelle due vignette che seguono, il punto di vista torna in prospettiva e nella sostanza i sogni di Ethel ed Ernest subiscono alcune battute d\u2019arresto (la cucina e la caldaia da sostituire), ma i due si (e ci) dicono subito che non si lasceranno abbattere e che d\u2019ora in avanti osserveranno un rigido rispetto reciproco. Per Briggs, la vignetta finale \u00e8 la sintesi della maturit\u00e0 che ha raggiunto: la gioia dei personaggi esplode a tal punto da far superare loro i bordi, di fronte a uno sfondo bianco che non ritroveremo se non molto pi\u00f9 tardi, nei frangenti pi\u00f9 duri delle vite di entrambi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Briggs, che ha aperto la tavola con una quadrupla spettacolare, isola un momento lieto nello spazio di un francobollo che, come tutte le cose piccole, \u00e8 destinato a disperdersi e a volare via nello scorrere imperturbabile della Storia. Solo la memoria pu\u00f2 ritrovarlo, anche dopo molti anni.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abScopo dell\u2019autore diventa dare voce ai ricordi, pianificando ogni tavola come fosse la mappa catastale della dimora, suddivisa in \u201cpiani\u201d proprio come fanno le vignette sulla carta stampata\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":3762,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ethel ed Ernest, che abitarono un fumetto secondo Raymond - 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