{"id":6877,"date":"2023-02-02T11:00:02","date_gmt":"2023-02-02T11:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/marvinrivista.it\/?p=6877"},"modified":"2023-12-07T14:01:36","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:36","slug":"vento-in-coda-intervista-a-maria-gaia-belli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/marvinrivista.it\/index.php\/2023\/02\/02\/vento-in-coda-intervista-a-maria-gaia-belli\/","title":{"rendered":"Vento in coda. Intervista a Maria Gaia Belli"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleUNO_Prima06-600x760-1-237x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6878 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"237\" height=\"300\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleUNO_Prima06-600x760-1-237x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6878 lazyload\" srcset=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleUNO_Prima06-600x760-1-237x300.jpg 237w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleUNO_Prima06-600x760-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il novembre del 2021 ha portato nella letteratura italiana un\u2019ottima notizia: il fantasy nostrano \u00e8 vivo e sta bene, alimentato da penne che lo nutrono non solo con vicende singolari e appassionanti ma anche, soprattutto, con ottima scrittura. Maria Gaia Belli con <em>La dorsale. L\u2019anno del ferro<\/em>, primo volume della sua trilogia edita da effequ, ne \u00e8 una delle esponenti e testimoni pi\u00f9 notevoli. Un mondo magnificamente costruito (in cui tecnologia e divari socioeconomici slittano sulla realt\u00e0 attuale inglobando elementi tipicamente fantasy), una lingua scarna e ruvida ma dotata di grande controllo letterario e variazione di registri, caratterizzazioni mai banali tracciano l\u2019invito dentro quello che promette di essere un intreccio avvincente e complesso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignright size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleDUE_Prima03-e1667583593443-600x760-1-237x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6879 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"237\" height=\"300\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleDUE_Prima03-e1667583593443-600x760-1-237x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6879 lazyload\" srcset=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleDUE_Prima03-e1667583593443-600x760-1-237x300.jpg 237w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DorsaleDUE_Prima03-e1667583593443-600x760-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il novembre del 2022 l\u2019uscita di <em>La dorsale. L\u2019anno dell\u2019oro<\/em> conferma le aspettative seminate e le espande: le figure messe in campo nel primo volume stabiliscono legami che vanno dall\u2019affetto al conflitto (spesso le due cose non sono distinguibili, come nella realt\u00e0), iniziano a cercare un posto per s\u00e9, a collocarsi negli spazi e nelle articolate gerarchie dell\u2019Accademia, l\u2019istituzione che domina la dorsale e gestisce i draghi, mutati da Belli non pi\u00f9 in mitologiche creature sputafuoco ma in animali potenzialmente convertibili in forza lavoro e mezzi di trasporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il (novembre?) 2023 ci porter\u00e0 il capitolo conclusivo de <em>La dorsale <\/em>ma gi\u00e0 la lettura dei primi due volumi \u00e8 stata un\u2019ottima fonte di interrogativi, che ho quindi pensato di porre direttamente all\u2019autrice.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La dorsale<\/em><\/strong><strong> \u00e8 una storia che, racconti spesso, \u00e8 con te da molti anni. Quali sono le sue radici? Come si \u00e8 assemblata e come \u00e8 cambiata, sia nel tempo che nella traduzione dall\u2019immaginario alla scrittura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le radici di <em>La dorsale<\/em> vengono da una necessit\u00e0 di sopravvivenza: quando ero bambina, come anche oggi, ho sempre avuto bisogno di qualcosa da immaginare per sostenere la realt\u00e0.<br>Questi personaggi sono nati come amici immaginari, poi sono rimasti, e andando avanti nel tempo la loro presenza si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 chiara e dettagliata, e sono diventate persone. Le persone vivono delle storie, e io ho ascoltato chi aveva pi\u00f9 urgenza di raccontarle. Mi \u00e8 sembrato naturale raccontarle con la scrittura, perch\u00e9 non riesco a dare un\u2019impressione altrettanto viva con altri mezzi. L\u2019evoluzione tra il buttare gi\u00f9 scene su fogli strappati a trilogia stampata e distribuita ha richiesto tempo di osservazione, tempo di stesura, ma soprattutto tempo di revisione. \u00c8 un processo che ho vissuto con lo studio di storie e stili altrui, con la rilettura e la riscrittura, e soprattutto nell\u2019ascolto di pareri esterni di altre persone che conoscono ormai questa storia quanto me.<br>Ovviamente parte fondamentale di questo processo \u00e8 il lavoro con la casa editrice (effequ), che ha seguito e segue tutt\u2019ora questa trilogia con l\u2019attenzione, la delicatezza e l\u2019entusiasmo con cui si manda per la prima volta un bimbo a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra meccanismi di potere oscillanti, posizionamenti e fazioni mutevoli, l\u2019impressione in questo secondo volume (ancor pi\u00f9 che nel primo) \u00e8 quella di assistere al disporsi dei pezzi su una scacchiera cesellata negli anni e pronta e esplodere come il conto alla rovescia che separa i capitoli: com\u2019\u00e8 stato e com\u2019\u00e8 aprire questo lavoro \u2013 questo mondo \u2013 agli occhi degli altri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un po\u2019 la sensazione che viviamo anche noi? L\u2019impressione che tensioni e forze superiori all\u2019individuo stiano preparando un\u2019apocalisse a breve?<br>Condividere questo mondo per me \u00e8 molto doloroso. Come scrivevo sopra, la sua esistenza per me \u00e8 sopravvivenza. Io ci vivo dentro come e quanto i personaggi, e trovare improvvisamente estranei che si aggirano per la mia piccola casa-mondo, che \u00e8 stata per tanti anni ad accesso limitato, \u00e8 straniante. Dopo i primi momenti di rifiuto di questa estraneit\u00e0, che ho vissuto sia per l\u2019uscita del primo che del secondo volume, ho accettato che questo mondo non \u00e8 pi\u00f9 solo mio e che non posso controllarne per sempre gli accessi: al contrario, significherebbe farne una gabbia, in cui sarei chiusa io per prima.<br>Non so cosa succeder\u00e0 all\u2019uscita del terzo, che concluder\u00e0 questa storia. Probabilmente, per me, niente di buono. Per i miei personaggi invece vorr\u00e0 dire poter finalmente entrare in quella parte di vita che non \u00e8 romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ai protagonisti di <em>L\u2019anno del ferro<\/em> Kam, Luk e Key si aggiungono ora nuovi personaggi e nuove voci, una su tutte \u2013 ma non l\u2019unica \u2013 quella di Leila. Ciascuno \u00e8 marcato da una diversa prosa, approccio, linguaggio, o persino strumento usato per raccontarsi (sono presenti, ad esempio lettere e pagine di diario). Com\u2019\u00e8 parlare per conto di figure tanto diverse tra loro per indole, cultura e provenienza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per me \u00e8 abbastanza naturale, perch\u00e9 lavoro attivamente con loro: ascolto quel che dicono e lo riporto, un po\u2019 come una stenografa. La difficolt\u00e0 non \u00e8 tanto quella di rendere uniche le loro voci perch\u00e9 gi\u00e0 lo sono, ma farne una narrazione leggibile. Non posso semplicemente riportare le loro parole o pensieri cos\u00ec come escono, devo necessariamente rimodellarle, come ogni fatto \u2013 fantastico o reale \u2013 che passi nel filtro della narrativa.<br>Quella con cui ho meno difficolt\u00e0 \u00e8 Kam, perch\u00e9 \u00e8 una persona pratica e diretta e di solito sa gi\u00e0 dove andare a parare. Con Luk e Key faccio pi\u00f9 fatica perch\u00e9 il primo chiacchiera con me, pi\u00f9 che raccontare, perci\u00f2 devo ripulire molto e rimettere in ordine; il secondo invece si perde in dettagli che interessano a lui ma non alla storia, perci\u00f2 devo tagliare e selezionare. Leila \u00e8 ancora un altro paio di maniche: \u00e8 una persona estremamente riservata che centellina i suoi interventi e le informazioni, e per ogni suo pezzo resto in attesa per anni come neanche al call center delle poste. Le lettere sono abbastanza complesse da riportare, perch\u00e9 devo adeguare il linguaggio scritto di Felix \u2013 che sarebbe pi\u00f9 roboante e vetusto di come lo leggete ora.<br>In <em>Dorsale 3<\/em> ci sar\u00e0 poi un\u2019altra voce, che parler\u00e0 molto, ed \u00e8 quella che in fase di scrittura mi mette pi\u00f9 in difficolt\u00e0: \u00e8 la mia preferita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019anno dell\u2019oro<\/em><\/strong><strong> copre una distanza temporale molto ampia, nella quale assistiamo alla crescita, in un certo senso alla formazione, dei protagonisti. A differenza dei pi\u00f9 classici topoi del fantasy non c\u2019\u00e8 un nemico alle porte, nessun grande signore oscuro da fronteggiare, eppure sin dalle prime pagine incombe una guerra, mantenendo cos\u00ec una tensione crescente per tutta la durata degli eventi, e in un certo senso aumentandone il valore, rendendo le relazioni che i protagonisti instaurano ancora pi\u00f9 preziose. \u00c8 sicuramente una scommessa vinta ma anche una scelta molto peculiare. Come sei arrivata a questa impostazione narrativa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La struttura narrativa \u00e8 questa da molto tempo ormai, e ricordo di esserci arrivata mettendo uno vicino all\u2019altro diverse scene e racconti, per poi andare a sistemare dove si vedevano le cuciture.<br>Il countdown sulla guerra fu il consiglio di un caro amico, Giovanni Peparello, che spesso trova elementi inediti a cui dare risalto per rendere una storia pi\u00f9 avvincente. Non ci ho pensato io per prima forse per un motivo: non sono una grande fan delle storie \u201cproduttiviste\u201d, cio\u00e8 che devono per forza offrire qualche colpo di scena o evento maggiore per solleticare il lettore. Per i miei gusti, la puntata di <em>Dragon Ball<\/em> dove Goku e Vegeta prendono la patente \u00e8 mille volte pi\u00f9 preziosa di quelle in cui la Terra esplode.<br>In generale, l\u2019indicazione sull\u2019avvicinarsi della guerra serve a due cose: 1) dare una scansione obiettiva del tempo, perch\u00e9 altrimenti il tempo, se narrato solo in prima persona, non scorre in modo obiettivo; 2) ricordare al lettore che non \u00e8 parte del mondo, che pu\u00f2 accedere a diversi punti di vista contemporaneamente e che pu\u00f2 sapere pi\u00f9 dei narratori, e questo gli permette di avere una percezione diversa di ci\u00f2 che raccontano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Altra anomalia rispetto al fantasy tradizionale \u00e8 la scelta di trasformare i draghi in creature molto pi\u00f9 vicine all\u2019animalit\u00e0 che esperiamo nel mondo reale: non del tutto innocui ma spogliati della loro potenza letale, della loro magia e persino del fuoco. Paradossalmente la figura di Kam, cresciuta praticamente da sola sulla dorsale si rivela assai pi\u00f9 selvaggia delle bestie che cavalca. Come si declina il dualismo tra selvatichezza e addomesticamento nella tua narrativa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo per cui Kam sembra pi\u00f9 selvaggia della maggior parte dei draghi \u00e8 che lo \u00e8: lei \u00e8 cresciuta nei boschi, i draghi in stalla. Non sono d\u2019accordo sulla mancanza di letalit\u00e0 dei \u201cmiei\u201d draghi, di certo manca loro il fascino del potere sovrannaturale che hanno i draghi mitologici. Ma letali possono esserlo comunque, come pu\u00f2 esserlo il calcio di un mulo, anche se non ci affascina quanto le zanne della tigre. Questo per dire che a volte tendiamo a fare una divisione romantica tra selvatico e domestico, e che secondo me non \u00e8 un dualismo. Semmai \u00e8 una compresenza di possibilit\u00e0 che esiste negli uomini come in alcuni animali, date certe condizioni. Questa compresenza \u2013 la <em>possibilit\u00e0 <\/em>di essere selvatici e domestici \u2013 rende una specie pi\u00f9 versatile a quelle modificazioni che garantiscono la sopravvivenza.<br>Date le condizioni in <em>Dorsale 1<\/em>, Kami \u00e8 un\u2019umana selvatica, addomesticabile come alcuni animali selvatici, violenta come solo gli animali selvatici possono permettersi di essere. I draghi che cavalca non sono mai stati selvatici, e sono impossibili ormai da rendere tali. Ci\u00f2 che lega selvatico e domestico \u00e8 un rapporto di violenza. Probabilmente i miei draghi hanno perso il fascino della mitologia non tanto perch\u00e9 non sono letali, ma perch\u00e9 invece di usare violenza, la subiscono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono i riferimenti, letterari ma anche cinematografici, artistici, videoludici, che hanno influito pi\u00f9 degli altri sulla tua scrittura in generale e su <em>La dorsale<\/em> in particolare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che la narrazione che mi ha influenzata di pi\u00f9 sia <em>Final fantasy<\/em>, non uno in particolare. Li ho giocati tutti, iniziando da bambina, e mi hanno accompagnata per anni in mondi fantastici enormi, coerenti e dettagliati. Mi hanno dato la misura di quanto sia complesso un mondo inventato, anche se piccolo, e soprattutto mi hanno mostrato personaggi in carne e ossa, persone vere con emozioni, preoccupazioni, fragilit\u00e0, anche sotto i vestiti improbabili, gli incantesimi e gli spadoni.<br>Le mie storie scritte preferite sono quelle di Jack London, dove si viaggia molto e si vede il mondo da prospettive improbabili. Per\u00f2, come ho detto molte volte, credo che la scrittrice che pi\u00f9 mi ha influenzata sia Agota Kristof, per il suo stile minimale e la sua capacit\u00e0 di scrivere una storia incredibile in una lingua che non era la sua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Credi che al momento ci sia un fermento nella letteratura italiana (fantastica ma non solo) e, se s\u00ec, ritieni che esista anche una rete che avvicina tra loro i vari autori, un bisogno diffuso di confronto e corrispondenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non so, a questa domanda posso dare una risposta molto parziale, perch\u00e9 la mia percezione \u00e8 che al momento il mondo della narrativa italiana sia chiuso in tante piccole bolle. Nella mia piccola bolla, fatta di scrittori e scrittrici che ormai sono la mia famiglia, la fantasia \u00e8 il mezzo principale per raccontare il reale. Ma temo che non ci sia la possibilit\u00e0 di un confronto realistico, al momento, perch\u00e9 il confronto richiede la presenza dell\u2019estraneo. Uscire dalle proprie bolle, che si occupano di nicchie ben precise, \u00e8 difficilissimo. Per esempio, fuori dalla bolla in cui stiamo parlando adesso io e te, il fantasy difficilmente \u00e8 considerato letteratura, e viene escluso da dialoghi in merito, e con escluso intendo che viene confinato in precisi spazi fisici dove non pu\u00f2 interagire con altre bolle. Il rischio di parlare della propria bolla da dentro \u00e8 quello di essere autoriferiti, e questo temo sia un tipo diverso di fermento, quello che di solito porta un ecosistema ad ammalarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi ti segue sui social sa che i tuoi personaggi hanno anche una controparte illustrata che ti diverti a elargire di tanto in tanto. Il disegno e in generale la dimensione visiva ti sono di aiuto nell\u2019impostare la tua narrazione o sono un divertimento a cui ti dedichi a posteriori?<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n-300x222.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6881 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"222\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n-300x222.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6881 lazyload\" srcset=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n-300x222.jpg 300w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n-1024x758.jpg 1024w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n-768x568.jpg 768w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n-1536x1136.jpg 1536w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/318880114_6596286817064681_624917782098330176_n.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/320243256_540099344808174_111460429453885219_n-222x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6882 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"222\" height=\"300\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/320243256_540099344808174_111460429453885219_n-222x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6882 lazyload\" srcset=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/320243256_540099344808174_111460429453885219_n-222x300.jpg 222w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/320243256_540099344808174_111460429453885219_n-758x1024.jpg 758w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/320243256_540099344808174_111460429453885219_n-768x1038.jpg 768w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/320243256_540099344808174_111460429453885219_n.jpg 947w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>  Il disegno \u00e8 fondamentale, mi permette di dare forma a una parte di ci\u00f2 che immagino. Per me \u00e8 una specie di bozzetto di quel che scrivo, lo uso come un modo per prendere appunti. La manualit\u00e0 stimola molto l\u2019immaginazione, per cui quando non so bene cosa scrivere e come coloro un po\u2019, di solito cos\u00ec mi sblocco. Poi certo, \u00e8 divertente, ma anche scrivere lo \u00e8. Non farei niente di tutto questo se non fosse divertente.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignright size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n-300x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6880 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n-300x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6880 lazyload\" srcset=\"http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n-300x300.jpg 300w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n-150x150.jpg 150w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n-768x768.jpg 768w, http:\/\/marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/315888837_6537501636276533_3844656210577449934_n.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualcosa del terzo volume che non vedi l\u2019ora di anticipare? Nel caso sentiti liberissima di farlo qui, riceverai in cambio molta gratitudine.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei ma non posso, ovviamente. Mi spingo a dire che ci sar\u00e0 una voce nuova, che \u00e8 mia croce e delizia, di un personaggio che amo follemente. Ci saranno uova di drago e molte scelte definitive da fare. Posso dire che lavorare al terzo libro, al momento, \u00e8 molto complesso, perch\u00e9 ci sono tante cose dentro, pi\u00f9 persone e pi\u00f9 nodi da sbrogliare \u2013 vecchi e nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abIl tempo trasform\u00f2 il fuoco in una storia, e i draghi in animali come tutti gli altri\u00bb. Questa citazione non viene da <em>La dorsale<\/em>, ma da un tuo racconto, <em><a href=\"https:\/\/www.nazioneindiana.com\/2022\/10\/25\/la-regina-del-fuoco\/#:~:text=Ogni%20giorno%20accendeva%20il%20fuoco,allargava%20ad%20asciugare%20al%20sole.\">La regina del fuoco<\/a><\/em>, apparso su Nazione Indiana a ottobre 2022, poco prima dell\u2019uscita di <em>L\u2019anno dell\u2019oro<\/em>. \u00c8 interessante parlare della tua narrativa partendo non dal centro ma da un suo \u201cderivato\u201d, perch\u00e9 d\u00e0 la cifra della potenziale espansione che l\u2019universo della dorsale non solo consente, ma in qualche modo richiede. Quando si chiude l\u2019ultimo libro si desidera subito avere di pi\u00f9, sapere di pi\u00f9 e non solo sui protagonisti di cui ci dir\u00e0 il terzo volume, ma pi\u00f9 in generale su tutto il mondo in cui si muovono. Oltre sottolineare nuovamente la solidit\u00e0 del tuo worldbuilding, ho fatto questa lunga introduzione per approdare alla domanda pi\u00f9 semplice che si pone chi resta incantato dalla tua storia: quello della dorsale \u00e8 un mondo che intendi continuare a esplorare anche a trilogia conclusa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo, anzi, non credo di saper fare molto altro. Ho provato a fare altro e m\u2019\u00e8 venuto male, quindi non vedo perch\u00e9 costringermi a fare qualcosa che non sento mio. Ho molte cose da dire sul mondo e la gente della dorsale. Tedio gi\u00e0 amici e parenti da anni, e se mi verr\u00e0 data la possibilit\u00e0 di farlo, tedier\u00f2 all\u2019infinito anche voi.<br>Di sicuro a breve uscir\u00e0 una novella, che racconta la storia di una persona che abita nella Regione, ambientata in un periodo coevo a quello di <em>L\u2019anno dell\u2019oro<\/em>. In futuro mi piacerebbe parlare di una storia pi\u00f9 lunga e complessa, che comprende diverse voci e ambienti. Per ora la sto osservando, vedremo se e quando arriver\u00e0 il momento di scriverla.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNon farei niente di tutto questo se non fosse divertente\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6889,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","footnotes":""},"categories":[40,34],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Vento in coda. 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